Buon Venerdì, amici delle storie!
Iniziamo il weekend con una buona lettura!

Questa volta vogliamo portarvi nel fantascientifico e surreale mondo futuro immaginato da Philip K. Dick con un estratto di Le tre stimmate di Palmer Eldritch.

Preparatevi un caffè americano e fate colazione con il protagonista, Richard Hnatt, intento ad aggiornarsi sui cambiamenti climatici in atto (un tema certamente attuale e importante anche per noi!)

Siete quasi pronti: come di consueto vi lasciamo una colonna sonora… elettrica!

Nell’edificio com 492 — un numero schifosamente alto — alla periferia di Marilyn Monroe, New Jersey, Richard Hnatt consumò la colazione con indifferenza, mentre, con qualcosa di più della semplice indifferenza, dava un’occhiata alle rilevazioni meteorologiche del giorno prima, sull’omeogiornale del mattino.

Il ghiacciaio chiave, Ol’Skintop, si era ritirato di 4,62 Grable durante le ultime ventiquattro ore. E la temperatura di New York, a mezzogiorno, aveva superato di 1,46 Wagner quella del giorno precedente. Inoltre l’umidità, causata dall’evaporazione dell’oceano, era aumentata di 16 Selkirk. Cosi era più caldo e più umido; la grande processione della natura avanzava inesorabilmente, e qual era la sua destinazione? Hnatt mise da una parte il giornale, e raccolse la posta che era stata recapitata prima dell’alba… era già da tempo che i postini non uscivano nelle ore diurne.

La prima fattura che attirò il suo sguardo era quella del cosiddetto impianto di raffreddamento dell’edificio: lui doveva al Com 492 esattamente dieci pelli e mezzo per l’ultimo mese… da aprile c’era stato un aumento di tre quarti di pelle. Un giorno, si disse, farà tanto caldo che nulla potrà impedire a questa baracca di fondersi; ricordò il giorno in cui la sua collezione di long-playing si era fusa trasformandosi in un mucchio di plastica collosa; questo era accaduto nel ‘4 a causa di un guasto momentaneo del sistema di raffreddamento. Adesso aveva dei dischi metallici; una lega speciale, che non si fondeva. E nello stesso momento tutti i pappagalli e tutti gli uccelli ming venusiani dell’edificio erano morti sul colpo. E la tartaruga del suo vicino era morta bollita. Naturalmente questo incidente era accaduto durante il giorno e tutti — per lo meno gli uomini — erano stati al lavoro. Le mogli, però, si erano rifugiate nel più basso rifugio sotterraneo, convinte (questo gliel’aveva detto Emily) che fosse giunto il momento fatale. E non tra un secolo, ma allora. Le previsioni dei cervelloni del Caltech, in quel momento, erano sembrate errate… ma naturalmente non era stato così; si era trattato semplicemente di un guasto a uno dei condotti di energia del servizio di manutenzione di New York. I roboperai erano arrivati a riparare il guasto. Con grande rapidità, naturalmente.