Buon weekend a voi, amici delle storie!

Per questo venerdì abbiamo deciso di suggerirvi un romanzo che abbiamo molto amato, qui in redazione.

Ecco a voi un estratto da “Il senso di Smilla per la neve” di Peter Hoegh.

Gustatelo – ovviamente – con una tazza di buon caffè.

La colonna sonora ve la offriamo noi.

«Caffè?»
Il caffè è veleno. Eppure ho improvvisamente voglia di rotolarmi nel fango e dire sì grazie. Rimango sulla porta a guardarlo mentre lo prepara. La cucina è completamente bianca. Lui si mette al centro, come un giocatore di badminton, in modo da potersi muovere il meno possibile. Ha un piccolo macinino elettrico. In quello macina prima alcuni chicchi chiari, poi altri piccoli, quasi neri, lucidi come vetro. Li mescola in un piccolo imbuto di metallo che monta su una caffettiera meccanica che posa su un fornello a gas. In Groenlandia si prendono cattive abitudini con il caffè. Io verso il latte caldo direttamente sul Nescafè. E non mi vergogno di sciogliere la polvere nell’acqua calda del rubinetto. Lui versa un terzo di panna e due terzi di latte in due bicchieri alti col manico. Il caffè che versa dalla macchinetta è nero e denso come petrolio. Poi fa schiumare il latte con il becco a vapore e distribuisce il caffè nei due bicchieri. Ce lo portiamo sul divano. So apprezzare quando qualcuno mi serve qualcosa di buono.