Ci siamo ormai inoltrati in autunno, amici delle storie. E l’autunno si sa, è la stagione migliore per i romanzi!

Questa settimana abbiamo scelto per voi le atmosfere rarefatte di Yasunari Kawabata. Immergetevi nel vecchio Giappone di Immagini di cristallo sorseggiando un the verde con le note di questa straordinaria compositrice…

“- È autunno.
– È proprio il vento d’autunno. La tristezza di un luogo di villeggiatura all’inizio dell’autunno somiglia a quella di un porto deserto – le rispose graziosamente dalla vasca O-Yuki, imitando il modo di parlare di una donna di città che era giunta in quel luogo in compagnia di un amante.
– Come sei impertinente, piccolina ! – la rimproverò O-Fusa colpendola con lo strofinaccio.
– La gente di Tokyo non fa che ripetere «è autunno, è autunno» fin dal principio di agosto. Forse pensa che in montagna soffi tutto l’anno il vento autunnale.
– Sai, O-Fusa, se io fossi quella signorina direi qualcosa di più divertente.
Parla come una vecchia zitella.
– Chiedo scusa. Ma vi prego di notare che mi sono sposata già tre volte. Alla vostra età avevo regolarmente marito.
– Allora mi correggo: la tristezza di un luogo di villeggiatura all’inizio dell’autunno somiglia a una donna che ha divorziato tre volte -. Così dicendo O-Yuki corse verso la riva del fiume.
O-Taki rialzò i fianchi, pur rimanendo accovacciata sul bacino a contemplare
«l’autunno» della gente di città. Ma non si vedeva altro che il profilo dei monti del suo paese natale e la luna. In città non evocava mai nel ricordo il suono del fiume che scorreva nella valle di quel villaggio. I raggi di luna che filtravano tra le foglie delle querce tingevano il suo ventre teso, che da cinque mesi non conosceva fremiti di piacere, come il manto di un candido cavallo.”