Buongiorno, amici di InkEdit!
Siete pronti ad accogliere il fine settimana?

Al solito, la nostra redazione vi suggerisce di farlo con una buona storia.

Per questo weekend abbiamo pensato a un buon romanzo di Carlos Ruiz Zafon,Luci di settembre“.
Siete pronti? Allora agguantate una bella tisana rinfrescante (magari ai fiori di sambuco, profumata e dolcissima) e mettete su la musica adatta… Si parte!

 

Cara Irene,
le luci di settembre mi hanno insegnato a ricordare i tuoi passi che svanivano nella marea. Sapevo già allora che la zampata dell’inverno non avrebbe tardato a cancellare il miraggio dell’ultima estate che trascorremmo insieme a Baia Azzurra. Ti sorprenderà scoprire quanto poco tutto sia cambiato da allora. La torre del faro si erge sempre come una sentinella nella bruma, e la strada che costeggia la Spiaggia dell’Inglese è ormai solo un pallido sentiero che si snoda verso il nulla tra la sabbia.
Le rovine di Cravenmoore si intravedono oltre gli alberi del bosco, silenziose e avvolte in un manto di oscurità. Nelle sempre meno frequenti occasioni in cui mi avventuro al largo sulla barca a vela, posso ancora scorgere i vetri incrinati dei finestroni dell’ala ovest che brillano come fantasmagorici segnali nella nebbia. A volte, stregato dalla memoria di quei giorni in cui al cadere della sera solcavamo la baia di ritorno verso il porto, mi sembra di rivedere le luci che tremolano nell’oscurità. Ma so che ormai lassù non c’è nessuno. Nessuno.