Buon Venerdì, amici delle storie!
Siete pronti ad affrontare il weekend?

Oggi vi faremo immergere in una periferia romana surreale, dark, piena di misteri ma al contempo squisitamente autentica.
Non è un romanzo, ma una raccolta di racconti: Il momento è delicato di Niccolò Ammaniti.

Attenzione però: oggi l’estratto che vi proponiamo non proviene da uno dei racconti – che vi invitiamo a leggere sorseggiando una tazza di cioccolata calda.

Siete pronti a scoprire le parole dell’autore?
Fate partire questo pezzo di Ludovico Einaudi e buona lettura!

 

“I romanzi assomigliano a montagne altissime e per affrontarli ci vuole la luce del sole. Dal fondovalle riesco a intravedere appena la cima avvolta dalle nuvole. Riconosco una possibile via di arrampicata attraverso guglie affilate e morene, poi gobbe morbide dove potrei sistemare il campo base, poi piú in alto i campi successivi.

Attacco la montagna dal basso con in testa un’idea chiara su come conquistare la cima, poi scalando mi accorgo che devo variare il percorso, che certe pareti sono troppo lisce per essere affrontate di petto. Ogni tanto (raramente) ho dovuto rinunciare. Un lavoraccio, insomma.

Forse per questo amo i racconti. Sono corse a occhi chiusi. Sono scatti di potenza. Non hanno bisogno di grandi sviluppi psicologici dei caratteri, di architetture complesse, ma di colpi di scena che ribaltano il corso degli eventi.

Fioriscono di notte, ma mentre sono lí che batto furiosamente sulla tastiera, il soffitto si fa piú chiaro, gli uccelli cominciano a cinguettare, il camion della spazzatura a sbuffare all’angolo della strada e la luce smorta dell’alba inizia a premere contro i bordi degli scuri delle finestre. Il tempo per il racconto è svanito, lo riprenderò la notte successiva.

Allora mi alzo, prendo i cani e andiamo fuori a passeggiare.”